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Implicazioni psichiche nelle gravi malattie organiche

Uno specifico interesse del Centro riguarda la complessa relazione che esiste all'interno di ogni individuo  tra la propria componente psichica e la propria salute fisica. Questa é di fatto una questione che ha impegnato l’uomo fin dall’antichità e che ancora oggi fa discutere.

Nelle due fondatrici del Centro l’interesse per questo campo nasce grazie alla avvenuta formazione e collaborazione con il prof. Claudio Modigliani, eminente studioso, grande psicoanalista per anni direttore dell’Istituto di Psicosomatica analitica. Egli, un vero pioniere nel campo della psicosomatica, ha dedicato gran parte della sua attività ad approfondire quale ruolo abbia la componente psichica nella comparsa e nel decorso delle gravi malattie organiche.

L’approccio da lui proposto risulta ancora oggi estremamente attuale: alle cure mediche tradizionali egli infatti ha affiancato un intervento psicologico non di solo sostegno ma caratterizzato da un attento ascolto analitico e da metodiche di meditazione e rilassamento psicofisico.

Il nostro centro, seguendo quanto indicato dal prof. Modigliani, e grazie anche alle ulteriori elaborazioni operate da Fabiola Fortuna e da Annalisa Scepi del suo pensiero, rivolge una particolare attenzione agli aspetti psichici dei pazienti affetti da gravi malattie organiche. L’intento è di aiutare a prevenire e ad affrontare le malattie, cercando di comprendere il senso più complesso che anche una malattia organica può svolgere nel corso della vita.

Offrire ascolto, in un contesto protetto, risulta essere un fattore cruciale grazie al quale il paziente può superare il senso della solitudine che spesso accompagna la malattia, e recuperare gradualmente le proprie risorse psichiche senza le quali anche le migliori cure mediche possono risultare meno efficaci.

Le ricerche più recenti nel campo della psicosomatica confermano quanto sia importante affrontare le malattie con un atteggiamento positivo e costruttivo. Secondo noi tale atteggiamento non può che scaturire da un ascolto attento delle reali esigenze del malato.

Spesso si riscontrano nei pazienti malati di gravi malattie organiche un atteggiamento di rinuncia, passivo di fronte alle sfide che spesso la vita ci pone davanti. Da questa propensione sistematica alla rinuncia dei propri bisogni può derivare un conflitto interiore che, protratto nel tempo, può portare ad una depressione inconscia da cui una rinuncia sistematica a vivere.

L’intervento da noi proposto mira proprio a far emergere quei conflitti che proprio perché nascosti possono rivelarsi pericolosi per la salute fisica e psichica.

Non si tratta di offrire false speranze, quanto piuttosto di aiutare il paziente ad assumere un ruolo attivo nelle proprie esperienze di vita, anche le più dolorose, come la malattia.



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