Attività di supervisione

Uno degli ambiti in cui viene utilizzato il dispositivo dello psicodramma analitico è quello della supervisione.

Ma che si intende con il termine di supervisione?

Nel senso comune si intende un’azione di accompagnamento e di supporto agli operatori impegnati nelle attività sociali, allo scopo di  sostenere, facilitare e favorire il raggiungimento dei propri compiti attraverso la rielaborazione dei vissuti e l’analisi dei processi attuati.

Per noi del Centro la supervisione è un qualcosa di più: è una opportunità per tutti coloro che vogliono superare le difficoltà che si incontrano nell’ambito della propria attività e che fanno emergere problemi con se stessi e l’altro, qualunque esso sia.

La supervisione infatti offre uno spazio di ascolto e di riflessione a tutti coloro che nel proprio lavoro incontrano difficoltà, ostacoli, se non veri e propri disagi : a volte è così difficile rapportarsi con il collega, con gli utenti, coi pazienti o con le proprie istituzioni…. 

Noi vogliamo quindi superare la logica della supervisione accessibile solo a coloro che svolgono attività nel sociale (medici, psicologi, operatori, insegnanti, ecc), considerandolo  uno strumento indicato per tutti coloro che nell’ambito della propria attività lavorativa appunto incontrano momenti di difficoltà, quindi una supervisione più aperta!

Come si svolge un incontro di supervisione?

I gruppi di supervisione sono condotti da terapeuti, che nella S.I.Ps.A. svolgono funzione didattica.

 Questa nostra supervisione viene effettuata anche attraverso la metodica dello psicodramma analitico che prevede che ognuno dei partecipanti possa proporre un elemento di criticità che incontrato nel corso della propria attività lavorativa: nel caso di psicoterapeuti può essere un caso clinico particolarmente complesso, oppure, più in generale, una difficile relazione con il collega, o un disagio nei confronti della istituzione di appartenenza…. Tale questione rappresenterà il punto di partenza da cui si dipanerà il discorso fra tutti i membri del gruppo.

E’ possibile che un certo episodio venga “messo in scena”, con lo strumento tipico del gioco.

Chi può partecipare agli incontri di supervisione?

Non ci sono professionalità specifiche a cui è dedicata la supervisione: sia che si tratti di un medico, di uno psicologo, di un manager, di un impiegato allo sportello, di un insegnante, ogni attività comporta il coinvolgimento in prima persona di noi stessi, e la supervisione consente proprio di lavorare su quegli aspetti personali o istituzionali che possono generare difficoltà.

A esempio, nel caso di un terapeuta che “porta” nel gruppo una situazione clinica problematica con un paziente, si tratterà di individuare e riconoscere cosa “fa questione” al terapeuta rispetto al discorso portato dal paziente.  Nel caso , invece, di altri tipi di attività, consentirà di far emergere gradualmente quei “punti critici” che impediscono di porsi in modo efficace e costruttivo in relazione con l’altro: in breve,  a lavorare meglio!

Proprio per questo motivo l’attività di supervisione è particolarmente indicata per coloro che operano a contatto con il pubblico, oppure per coloro che hanno ruoli di responsabilità e coordinamento.

Affinare le proprie capacità di ascolto può rappresentare un elemento di successo nell’ambito di ogni tipo di attività.

Fare supervisione significa sottoporsi ad una valutazione?

E’ importante sottolineare che data l’ottica non si segue una logica valutativa, ma, anzi, si offre ad ognuno la possibilità di un confronto e di uno stimolo reciproco.

Va ricordato che per gli psicoterapeuti che esprimono il desiderio di diventare psicodrammatisti la partecipazione al gruppo di supervisione dà la possibilità di diventare membro dell’associazione S.I.Ps.A. (vedi Regolamento).

 

 

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